Alberobello
, il cui nome deriva da Sylva Arboris Belli (selva dell'albero della guerra), un querceto che anticamente ricopriva l'intera zona, è stata costruita ad opera di una comunità di contadini che intorno al XVI sec. si insediò in queste zone con l'intento di bonificarle. Storicamente Alberobello è stata un feudo sotto il giogo dei conti di Conversano. Nella Corte di Napoli vigeva un decreto, il "Prammatica Baronibus",che obbligava i Conti al pagamento di un tributo per ogni feudo sotto il loro dominio. Il Conte Giangirolamo Acquaviva d'Aragona ( peggio noto come Guercio ), della famiglia dei Conti di Conversano obbligò allora i contadini, che si erano trasferiti nella zona dell'attuale Alberobello, a costruire le proprie abitazioni senza l'utilizzo di malta o altri materiali cementanti, in modo da poterle abbattere velocemente in caso di ispezione regia e non pagare così il tributo dovuto al Re; è' così che la tecnica costruttiva è stata perfezionata ed ha raggiunto quasi i nostri giorni.
Il 27 Maggio del 1797, infatti, una delegazione di 7 uomini, "I Sette Liberatori Della Selva", partì dall'allora "Arburella" alla volta di Taranto dove era in visita il Re Ferdinando d'Aragona. Il Re accolse la Compagnia e dichiarò Alberobello un paese libero. In quella occasione, cominciò la costruzione di "Casa d'Amore", il primo edificio in Alberobello, costruito utilizzando la malta.
 
 

Due elementi di particolare interesse sono i "Pinnacoli" ed i "Simboli". La copertura del trullo termina con il Pinnacolo. E' generalmente formato da tre pietre sovrapposte: una di forma cilindrica, una a forma di scodella o di piatto, ed una sfera o stella a sei punte. Il suo vero significato è tuttora oscuro, ma sono state avanzate diverse ipotesi. C'è chi attribuisce al pinnacolo dei valori magici, chi invece pensa che il pinnacolo abbia solo funzione ornamentale, posto sul trullo a complemento dell'opera, secondo le fantasie del trullaro costruttore; ed infine, c'è chi ritiene che il pinnacolo, prima di divenire ornamentale, fosse un segno distintivo, utile al regnante ed imposto da egli stesso.